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Fabio Calvetti a Milano
durante l'inaugurazione

La mostra proseguirà
fino al 14 febbraio

Verso un confine
Calvetti a Milano

La mostra di Milano, la prima per Fabio Calvetti nel capoluogo lombardo, offre una bella rassegna dei suoi dipinti. Esponente della Nuova Figurazione italiana, l'artista toscano parte dal confronto con i silenzi di Hopper per approdare a uno stile espressivo autonomo, attraverso una continua ricerca personale.

Sono una quarantina le opere della mostra, tutte collegate dal file rouge dell’attesa, in bilico tra sogno e realtà. Al centro del racconto pittorico c’è una Lei malinconica e pensierosa, profondamente sola e in attesa, calata in un’atmosfera silenziosa, spiata da dietro una finestra, sognata.
Talvolta invece è l’ambiente stesso - interni di case, scorci di bar, strade e città nelle suggestioni della notte - a diventare protagonista assoluto in una sospensione temporale che invita lo sguardo a fermarsi, lasciando spazio al pensiero.
“Forse non è lei la protagonista dei quadri…”, afferma Maurizio Sciaccaluga nel testo introduttivo al Catalogo della mostra, “Il ruolo principale è interpretato dallo spettatore che si trova davanti agli occhi il proprio mondo coi suoi colori, e la medesima realtà quotidiana… Fortuna c’è Lei a ravvivarla, con la sua splendida veste rossa, con le sue forme dolci, col suo corpo morbido e filiforme, coi lunghi capelli neri da accarezzare. Probabilmente è un sogno, anzi sicuramente lo è, ma è quella presenza necessaria per andare avanti…”
Ad ogni modo, comunque lo si legga, il racconto di Calvetti tocca il cuore e le emozioni più profonde, talvolta inconfessate. Ma questo lo dirà il pubblico entrando nei suoi dipinti.

Il Catalogo della mostra è disponibile in galleria.






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