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Verso un confine Calvetti a Milano
La mostra di Milano, la prima per nel capoluogo lombardo, offre una bella rassegna dei suoi dipinti. Esponente della Nuova Figurazione italiana, l'artista toscano parte dal confronto con i silenzi di Hopper per approdare a uno stile espressivo autonomo, attraverso una continua ricerca personale.
Sono una quarantina le opere della mostra, tutte collegate dal file rouge dell’attesa, in bilico tra sogno e realtà. Al centro del racconto pittorico c’è una Lei malinconica e pensierosa, profondamente sola e in attesa, calata in un’atmosfera silenziosa, spiata da dietro una finestra, sognata. Talvolta invece è l’ambiente stesso - interni di case, scorci di bar, strade e città nelle suggestioni della notte - a diventare protagonista assoluto in una sospensione temporale che invita lo sguardo a fermarsi, lasciando spazio al pensiero. “Forse non è lei la protagonista dei quadri…”, afferma Maurizio Sciaccaluga nel testo introduttivo al della mostra, “Il ruolo principale è interpretato dallo spettatore che si trova davanti agli occhi il proprio mondo coi suoi colori, e la medesima realtà quotidiana… Fortuna c’è Lei a ravvivarla, con la sua splendida veste rossa, con le sue forme dolci, col suo corpo morbido e filiforme, coi lunghi capelli neri da accarezzare. Probabilmente è un sogno, anzi sicuramente lo è, ma è quella presenza necessaria per andare avanti…” Ad ogni modo, comunque lo si legga, il racconto di Calvetti tocca il cuore e le emozioni più profonde, talvolta inconfessate. Ma questo lo dirà il pubblico entrando nei suoi dipinti.
Il della mostra è disponibile in galleria.
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